A 70 anni da quando il pilota italiano disputò la dura battaglia con Stirling Moss, la sua Ferrari con motore 6 cilindri da 4,4 litri torna sul mitico tracciato Brescia-Roma-Brescia.
Per il 70esimo anniversario della più famosa e combattuta Mille Miglia, quella del 1955, torna quest’anno alla corsa la Ferrari 735 LM (nota anche come 121 LM) di Piero Taruffi che allora fu protagonista insieme alla Mercedes SLR di Stirling Moss, cui dovette sfortunatamente cedere la vittoria per via di un guasto al cambio. Piero Taruffi partì ultimo, al volante della barchetta Ferrari con la stupenda carrozzeria Scaglietti (numero di gara 728) e dominò la corsa fino al momento dell’avaria con una prestazione definita ineguagliabile, stabilendo il record di velocità tra Brescia e Roma– rimasto imbattuto – alla formidabile media di 189 km/h.
Solo quattro Ferrari con 6 cilindri in linea
L’esemplare (telaio numero 0546 LM) è uno delle sole quattro vetture costruite nella storia Ferrari con motore a 6 cilindri in linea: un’anomalia decisamente intrigante nella storia del marchio, nata nell’ambito delle continue innovazioni dei primi Anni Cinquanta per contrastare la crescente minaccia Mercedes, culminata con l’introduzione della SLR. Dopo il primo 6 cilindri in assoluto, denominato 306S e mai utilizzato, nel 1954 l’ingegner Aurelio Lampredi mise a punto altre due varianti, una da 3,7 litri derivata dal propulsore della 500 Mondial e una da 4,4 litri basata sulla 750 Monza. Le quattro vetture furono equipaggiate con il 6 cilindri, passando nella stessa stagione dalla prima alla seconda versione. Inizialmente chiamata 376 S, la versione aggiornata prese la denominazione 735 LM con 735 a indicare la cilindrata dei singoli cilindri, come da consuetudine della Casa, e LM a identificare la sua destinazione alla 24 Ore di Le Mans del 1955.
La vettura 0546 LM è reduce dalla rievocazione 2025 del Giro di Sicilia, altra epica gara storica che la vide vittoriosa; sempre settant’anni fa, sempre grazie all’abilità di Taruffi, che conquistò un eccezionale primo posto assoluto oltre al primo in classe. Taruffi, noto per la sua formazione ingegneristica e l’approccio scientifico, sfruttò ogni vantaggio tecnico della vettura, in particolare il telaio allungato e la distribuzione equilibrata del peso. Dopo la gara, pilota e Cavallino furono celebrati dalla stampa e dal pubblico siciliano, che soprannominarono la vettura “freccia d’argento di Maranello” per la sua velocità e l’eleganza. Il revival sulle strade della Trinacria, dal 12 al 18 Maggio, è stato affidato a Prisca Taruffi, figlia del corridore e, anche lei, acclamata professionista della velocità.
Dalla Mille Miglia a Le Mans Classic
Alla Mille Miglia la Ferrari 735 LM sarà guidata dal suo proprietario, l’avvocato statunitense e collezionista Ferrari John Houghtaling. Lo affiancherà il cav Franco Valobra, Console Onorario d’Italia negli Stati Uniti e quarta generazione alla guida delle gioiellerie Valobra, già fornitori della famiglia Reale d’Italia. Subito dopo la sport sarà schierata alla Le Mans Classic, in occasione della 24 Ore per auto storiche. Anche sul circuito de La Sarthe, sempre nel 1955, nelle mani dell’asso francese Maurice Trintignant e del pilota americano di Formula Uno Harry Schell, aveva dato battaglia alle SLR schierate dal team Mercedes. Finché l’auto, in questa occasione con il numero 5, nonostante capace di incredibile velocità, si ritirò durante la decima ora a causa di problemi al motore. Fu lo stesso anno dell’immensa tragedia di Le Mans, nella quale rimasero uccise 84 persone.
Il fatto di essere stata protagonista e insieme testimone di due gare fra le più celebri del motorsport, come la Mille Miglia del 1955 – spesso celebrata come la più grande impresa nella storia delle corse automobilistiche – e la gara di Le Mans, che ha cambiato per sempre il destino mondiale delle corse automobilistiche, rende questa Ferrari un gioiello di grande eccezione. Un plus che la vettura può vantare insieme ai nomi importanti della velocitàche si sono succeduti alla guida, alla bellezza nata dalla sapienza di Sergio Scaglietti e al collocamento significativo nella storia di Maranello e dell’intera ingegneria dell’automobile.
Restauro e conservazione
Alla fine della stagione 1955, questo capolavoro del Cavallino fu ceduto a William Doheny, CEO della Superior Oil Company, che ingaggiò Ernie McAfee come suo pilota. L’auto continuò a gareggiare intensamente su strada e circuito in California fino al tragico incidente, nell’Aprile 1956, nel quale McAfee perse la vita. Immediatamente restaurata, fu mantenuta dal proprietario fino a metà degli Anni Settanta, quando fu esposta dal nuovo proprietario al Pebble Beach Concours d’Elegance nel 1975 e nel 1976. Nel 2018, dopo un nuovo passaggio di proprietà, la 735 LM è stata sottoposta a un meticoloso restauro in Ferrari, che l’ha riportata alla sua originale livrea rossa, e grazie al quale anche la punzonatura del telaio, persa nel primo restauro dopo la tragedia del 1956, è stata ripristinata. Certificata Ferrari Classiche, questa 735 LM è stata acquisita all’asta nel 2023 dall’attuale custode, con cui ha partecipato alla Mille Miglia l’anno scorso.
A conferma della sua considerevole eredità storica, la splendida barchetta è stata anche guidata all’autodromo di Fiorano il 17 Dicembre 2024, dal pilota di Formula 1 Carlos Sainz Jr., in una giornata emozionante alla fine del suo periodo di quattro anni con la Scuderia Ferrari. Un tributo alla ricca storia del Cavallino Rampante con il quale il pilota, insieme al padre Carlos Sr., ha voluto salutare affettuosamente il team.
